Remigrazione e Riconquista: la retorica di un ritorno impossibile

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Remigrazione fa la sua prima apparizione italiana in questa accezione a caratteri cubitali su un cartellone nel 2017 a Borgosesia, portata da un’irruzione dell’estrema destra sul palco di un’iniziativa che raccontava l’integrazione dei ragazzi di origine musulmana.

La stessa parola è stata srotolata dal castello di Brescia all’inizio di Ottobre 2025, appesa ad un simbolo della nostra città come un baluardo di salvezza identitaria.

Da qualche tempo, a questa parola corrisponde un comitato europeo, la cui versione italiana è cofondata da Brescia ai Bresciani insieme a CasaPound Italia, Rete dei Patrioti, VFS, citando dal loro sito: accomunate dalla ferma volontà di tradurre in azione concreta la proposta programmatica sulla remigrazione e di porre un argine deciso e inequivocabile all’immigrazione incontrollata, fenomeno che minaccia la coesione sociale e la sopravvivenza stessa dei popoli europei.

Entra istituzionalmente in Italia con la Lega, dal messaggio di solidarietà e supporto lanciato da Vannacci al raduno di Remigrazione di Gallarate la scorsa estate, a Rossano Sasso ed il suo slogan lanciato in Parlamento: “Remigrazione Unica Soluzione”.

L’Accademia della Crusca la annovera tra le nuove parole del 2025 con la seguente definizione: Letteralmente ‘migrazione indietro’ ovvero ‘ritorno al luogo di origine in seguito a una precedente migrazione’, ma rilanciata per indicare in forma eufemistica il significato di ‘espulsione forzata, deportazione di massa di persone con una storia di migrazione’.

Tutto questo in nome del contrasto al Grande Rimpiazzo, teoria cospirazionistica secondo la quale le élite dominanti stiano manipolando la politica per sostituire etnicamente e culturalmente i bianchi europei.

Gli echi cacofonici presenti in questi discorsi rimandano agli slogan che hanno permesso ad ogni grande crimine contro l’umanità di esistere: la deumanizzazione e criminalizzazione intrinseca secondo criteri razziali e culturali.

Un delirio eugenetico che si ostina a non vedere le ovvie ragioni storiche e contemporanee che portano alle migrazioni, scivolando nell’abisso dell’odio, un’ottima arma politica in tempi di recessione che le destre europee stanno sfruttando.

Analizzeremo dati, politica ed antropologia della Remigrazione con Franco Valenti, Simão Amista, Raisa Labaran e il regista Francesco Del Grosso.

Venerdi
14 Novembre 2025
ore 18:00

Sala Lettura Campo Marte
Via Campo di Marte, 3,
25128 Brescia BS