FANON
Regia di
Jean-Claude Flamand-Barny
Francia / Lussemburgo / Canada / Belgio, 2024, 133 min
Frantz Fanon, giovane psichiatra francese originario della Martinica, viene nominato medico-capo di un reparto all'ospedale psichiatrico di Blida-Joinville, in Algeria. Approda in una colonia in cui l'oppressione coloniale è inscritta nei corpi, nelle parole, nei sintomi stessi dei suoi pazienti. Da subito i suoi metodi — la sociotetapia, la psicoterapia istituzionale, un trattamento umano e culturalmente situato dei pazienti musulmani algerini — entrano in rotta di collisione con quelli dei suoi colleghi e con la direzione dell'istituto. Ma Fanon non è uomo da farsi calpestare: la sua determinazione e la radicalità del suo pensiero attirano l'attenzione del Fronte di Liberazione Nazionale e del suo leader Abane Ramdane, che gli proponiamo di unirsi alla causa indipendentista. Mentre lo scontro tra l'esercito francese e l'FLN si fa sempre più cruento, Fanon si trova, con la moglie Josie, risucchiato in un vortice di violenza che li porta a impegnarsi clandestinamente per l'indipendenza dell'Algeria. Sarà in quegli anni che Fanon scriverà I dannati della terra, opera fondamentale del pensiero anticoloniale del Novecento. Terzo lungometraggio di Jean-Claude Flamand-Barny dopo Nèg Maron (2005) e Le Gang des Antillais (2016), Fanon restituisce, con un dispositivo narrativo che intreccia il passato e l'eredità contemporanea della figura di Fanon, il ritratto di un intellettuale-azione la cui parola continua a interrogare in modo radicale tutte le lotte presenti contro l'oppressione, il razzismo e le strutture coloniali del sapere. Nel ruolo del titolo, Alexandre Bouyer, accanto a Déborah François (Josie Fanon), Stanislas Merhar, Mehdi Senoussi, Olivier Gourmet, Arthur Dupont, Salomé Partouche, Salem Kali e Sfaya M'Barki. Sceneggiatura di Jean-Claude Flamand-Barny e Philippe Bernard. Riprese tra Tunisia, Martinica e Lussemburgo. Presentato in anteprima mondiale al Festival International du Film de Marrakech 2024, in competizione ufficiale, e uscito nelle sale francesi nell'aprile 2025.
Frantz Fanon, a young French psychiatrist from Martinique, is appointed head physician of a ward at the Blida-Joinville Psychiatric Hospital in Algeria. He arrives in a colony where colonial oppression is inscribed in bodies, in language, in the very symptoms of his patients. From the outset, his methods — sociotherapy, institutional psychotherapy, a humane and culturally attuned treatment of his Algerian Muslim patients — collide with those of his colleagues and the institution's leadership. Yet Fanon is not a man easily silenced: his determination and the radicality of his thought soon draw the attention of the National Liberation Front (FLN) and its leader Abane Ramdane, who invites him to join the independence cause. As the confrontation between the French army and the FLN grows increasingly violent, Fanon and his wife Josie are drawn into a vortex of violence that leads them to commit themselves clandestinely to Algerian independence. It is during these years that Fanon will write The Wretched of the Earth, a foundational work of twentieth-century anticolonial thought. The third feature by Jean-Claude Flamand-Barny after Nèg Maron (2005) and Le Gang des Antillais (2016), Fanon offers — through a narrative weaving past and present-day legacy — the portrait of a thinker-in-action whose word continues to radically interrogate every contemporary struggle against oppression, racism and the colonial structures of knowledge. In the title role, Alexandre Bouyer is joined by Déborah François (as Josie Fanon), Stanislas Merhar, Mehdi Senoussi, Olivier Gourmet, Arthur Dupont, Salomé Partouche, Salem Kali and Sfaya M'Barki. Screenplay by Jean-Claude Flamand-Barny and Philippe Bernard. Shot across Tunisia, Martinique and Luxembourg. The film had its world premiere in Official Competition at the Marrakech International Film Festival 2024 and was theatrically released in France in April 2025.
JEAN-CLAUDE FLAMAND-BARNY — Biografia
Regista, sceneggiatore e produttore francese di origine guadalupese e trinidadiana, nato nel 1965 a Pointe-à-Pitre (Guadalupa). Arriva in Francia da bambino, nell'ondata caribica del BUMIDOM, e cresce ad Argenteuil, nella banlieue parigina, dove scopre — alla biblioteca municipale — la letteratura afroamericana e anticoloniale: James Baldwin, Chester Himes, Frantz Fanon. La lettura di Pelle nera, maschere bianche sarà, come lui stesso ha raccontato, una "vera scossa" che gli permetterà di costruirsi un'identità autonoma. Autodidatta, entra nel cinema nei primi anni Novanta firmando nel 1994 il cortometraggio Putain de porte, con Vincent Cassel, Mathieu Kassovitz e Benoît Magimel. È proprio Kassovitz ad affidargli la direzione del casting dei suoi due film culto, La Haine (1995) e Assassin(s) (1997). In parallelo realizza numerosi videoclip per la scena urbana francese e per artisti caribici (Kassav', Neg' Marrons, Doc Gynéco, Tonton David). Nel 2003 torna in Guadalupa per scrivere il suo primo lungometraggio, Nèg Maron (2005), prodotto da Mathieu Kassovitz: un film sul disagio e sull'amnesia storica di una gioventù antillese senza memoria del proprio passato, che totalizzerà 250.000 spettatori. Seguono la serie storica Tropiques amers (France 3, 2007), ambientata ai tempi della tratta degli schiavi e girata a Cuba, e il telefilm Rose et le soldat (France 2, 2015). Nel 2016 dirige il suo secondo lungometraggio, Le Gang des Antillais, tratto dall'autobiografia del rapinatore martinicano Loïc Léry. Con Fanon (2024) firma il suo terzo lungometraggio per il cinema, coronando un percorso d'autore interamente votato alla restituzione della storia, della memoria e dell'identità caribica nel racconto nazionale francese — un cinema indipendente, militante e popolare al tempo stesso, sospeso, come lui stesso ama dire, "a metà strada tra l'Europa degli autori e l'America dell'entertainment".
Filmografia essenziale (regia)
- Fanon (2024) — lungometraggio. Festival International du Film de Marrakech 2024, competizione ufficiale
- Le Gang des Antillais (2016) — lungometraggio
- Rose et le soldat (2015) — film TV (France 2)
- Tropiques amers (2007) — serie TV, 6 episodi (France 3)
- Nèg Maron (2005) — lungometraggio
- Putain de porte (1994) — cortometraggio