FANON Closing Film
Frantz Fanon, giovane psichiatra francese originario della Martinica, viene nominato medico-capo di un reparto all’ospedale psichiatrico di Blida-Joinville, in Algeria. Approda in una colonia in cui l’oppressione coloniale è inscritta nei corpi, nelle parole, nei sintomi stessi dei suoi pazienti. Da subito i suoi metodi — la sociotetapia, la psicoterapia istituzionale, un trattamento umano e culturalmente situato dei pazienti musulmani algerini — entrano in rotta di collisione con quelli dei suoi colleghi e con la direzione dell’istituto. Ma Fanon non è uomo da farsi calpestare: la sua determinazione e la radicalità del suo pensiero attirano l’attenzione del Fronte di Liberazione Nazionale e del suo leader Abane Ramdane, che gli proponiamo di unirsi alla causa indipendentista. Mentre lo scontro tra l’esercito francese e l’FLN si fa sempre più cruento, Fanon si trova, con la moglie Josie, risucchiato in un vortice di violenza che li porta a impegnarsi clandestinamente per l’indipendenza dell’Algeria. Sarà in quegli anni che Fanon scriverà I dannati della terra, opera fondamentale del pensiero anticoloniale del Novecento. Terzo lungometraggio di Jean-Claude Flamand-Barny dopo Nèg Maron (2005) e Le Gang des Antillais (2016), Fanon restituisce, con un dispositivo narrativo che intreccia il passato e l’eredità contemporanea della figura di Fanon, il ritratto di un intellettuale-azione la cui parola continua a interrogare in modo radicale tutte le lotte presenti contro l’oppressione, il razzismo e le strutture coloniali del sapere. Nel ruolo del titolo, Alexandre Bouyer, accanto a Déborah François (Josie Fanon), Stanislas Merhar, Mehdi Senoussi, Olivier Gourmet, Arthur Dupont, Salomé Partouche, Salem Kali e Sfaya M’Barki. Sceneggiatura di Jean-Claude Flamand-Barny e Philippe Bernard. Riprese tra Tunisia, Martinica e Lussemburgo. Presentato in anteprima mondiale al Festival International du Film de Marrakech 2024, in competizione ufficiale, e uscito nelle sale francesi nell’aprile 2025.